Foto della Pizzeria Ristorante Sotto il Segno
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Enoteca

Selezioniamo i vini più raffinati per abbinarli alla nostra cucina creativa

L’uva si taglia dai tralci, ancor oggi a mano, viene messa in ceste, bigonce e/o brente, poi con pigiatrici si separa da bucce e graspi, ed il mosto è messo a fermentare, spesso sotto vuoto. Il vino viene pastorizzato, rettificato e filtrato più volte, e così che i “vitivinicoltori” veneti producono vini di alta qualità, contrassegnati con la sigla Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Una cucina creativa e molto curata nelle pietanze, un servizio diligente e preciso da parte del personale, non può che tradursi in una interessante, e appassionante ricerca, della migliore qualità di un buon vino per un ottimo pasto. Ed è in questo frangente che subentra l’ammaliatore, l’”alchimista” degli “spiriti” che tiene gli avventori con il fiato sospeso, per placare la loro incontenibile ansia. Finalmente, dopo una approfondita meditazione emette la sua predizione: ogni vino ha le sue caratteristiche, e il suo fascino risiede nel destare, in colui che lo beve, delle intense emozioni.

Il sommelier Luciano, e ben conscio della continuità storica che lo lega, con un “filo rosso e bianco” ad ogni bottiglia che stappa. Alla preistoria dei vigneti nel Garda; poi all’oriente della nostra Regione dove i romani, oltre duemila anni fa, portarono la viticoltura che fu poi rilanciata dai benedettini delle abbazie, nell’alto medioevo. L’enoteca ora, nella sua funzione, è un locale molto più raffinato delle osterie, e dei bacari di un tempo, che il “progresso” ha cancellato come luogo di socializzazione, a fine lavoro, o tra una partita di carte e l’altra. Nel Veneto si producono dei vini conosciuti in tutto il mondo: dal giovane Prosecco, al brioso Cartizze dal Tocai di Lison all’aristocratico Amarone della Valpolicella, Dal Cabernet del Piave ai rossi Malbech e Merlot, al superbo Pinot Nero di Breganze. Vini da aperitivo, da antipasto, da pasto, da dessert; vini nazionali e internazionali, assolutamente raccomandabili, per vivere la vita con raffinata intelligenza. Consiglio la lettura della “carta dei vini” che permetterà, a chiunque, di fare delle belle scoperte.

Illustrissimi, ingerire liquidi è un atto fondamentale nella vita dell’uomo perché offre tante possibilità di degustazione. La parola bere è forma sincopata (caduta di un elemento interno di una parola) di bevere latino bibere, mentre la parola non sincopata spiega la – v – in molte delle forme verbali delle parole derivate. Altro concetto da non dimenticare è che il bere si è caricato, nelle varie civiltà, di significati sociali. Si beve il vino mangiando e/o per aiutare la digestione: a piccoli sorsi, a fior di labbra; a lunghi sorsi, tutto d’un fiato, a garganella a crepapelle, a fiumi, a gogò, a profusione, fino all’ultima goccia. Dalla bottiglia, a canna: poco, tanto, smodatamente, senza freni.

Per solennizzare avvenimenti, in questo caso la creazione di un sito, ed anche la religione non è esente dal bere, anzi in chiesa prima lo si benedice poi si beve il vino consacrato. E come rimavano i nostri vecchi “per molti mali è una buona medicina il sciroppo che vien dalla cantina”. Alle volte, disgraziatamente, o per colmo di sventura, si beve anche quando si nuota e un’onda costringe a inghiottire acqua, con il rischio di gravi danni per la salute. E per finire questo prologo, come ogni settimana, (oggi) facciamo l’encomio di uno dei più nobili vini italiani, il Barolo (o altro), prodotto nelle Langhe, in Piemonte: dal colore rosso, con forte gradazione alcolica che gli permette un invecchiamento prolungato, dopo il quale acquista profumo intenso e sapore vellutato.